
Scioperi in vista nel mondo della scuola a livello nazionale, indetti in particolare per le giornate di mercoledì 6 e giovedì 7 maggio prossimi. Come riferito dal ministero dell’Istruzione e del Merito, le azioni in programma sono tre, e cioè: sciopero per le intere giornate del 6 e 7 maggio, proclamato da Cobas scuola Sardegna, con adesione del Fisi-Federazione italiana sindacati intercategoriali e sindacato sociale di base, da Cobas scuola, Usb Pi e Scuola, per tutto il personale e per le scuole di ogni ordine e grado; sciopero per l’intera giornata del 7 maggio, proclamato da Cub Sur, Sgb e Flc Cgil per il personale dirigente, docente e Ata degli Istituti tecnici; infine sciopero breve per il 6 maggio, proclamato da Cub Sur e Sgb per il personale docente della scuola primaria (sciopero breve delle attività funzionali all’insegnamento relative alle prove Invalsi).
Dalle prove Invalsi al potere d’acquisto di docenti e Ata, dalla riforma degli Istituti tecnici al ruolo unico dei docenti: questi alcuni dei temi, riferiscono i Cobas Scuola, sui quali si basa lo sciopero del 6-7 maggio. Per quanto riguarda ad esempio gli Invalsi – che si tengono appunto 6 e 7 maggio – “scioperando, si potrà impedire lo svolgimento di questi quiz inutili e dannosi”, dicono dal indacato. Oppure, guardando al punto del potere d’acquisto di docenti e Ata, i Cobas Scuola rilevano che “negli ultimi 30 anni si è ridotto di circa il 30 per cento”. O ancora, c’è l’aspetto della riforma degli Istituti tecnici; secondo la sigla sindacale, “la riduzione da 5 a 4 anni di studio comporterebbe la compressione dei programmi e l’abbassamento della qualità, l’aumento delle ore settimanali e dei carichi di lavoro e di studio per docenti e studenti, la drastica perdita di posti di lavoro, l’aumento delle diseguaglianze educative”.