
Giovedì 30 aprile si è tenuta una conversazione tra le allieve della scuola Centro di istruzione per gli adulti – Cpia “Alberto Manzi” della Spezia e l’artista Franca Baronio, conosciuta sul territorio per i suoi contributi artistici nonché dalle scuole per la sua attività di divulgatrice dell’esperienza tragica vissuta nel periodo fascista e come insegnante di un corso di canto promosso in passato dal Centro stesso, diretto dal dott. Andrea Minghi. L’incontro, tenutosi nella sede di Migliarina del Cpia, è stato promosso dagli insegnanti di Religione, Lorenzo Moretti, e di Italiano, Maria Emmanuele. Presente anche il marito della Baronio, Egidio Lavezzari.
“L’incontro, in linea con il contesto educativo attuale e le competenze richieste dal quadro europeo, è stato auspicato e sollecitato dalla scuola per elaborare le trasformazioni attuali in campo sociale e politico – si legge in una nota trasmessa dal Cpia della Spezia -, per ascoltare la testimonianza storica di cui Franca è portavoce, in quanto si è ritrovata nei primi dieci anni della sua esistenza a misurarsi con il cinismo e ‘l’assurdità’ delle Leggi razziali, approvate durante il regime fascista, e con la Seconda guerra mondiale. Le vicende esistenziali e artistiche di Franca abbracciano tanti avvenimenti e tante realtà. La partecipazione delle studentesse è stata corale e molto intensa. Si è acceso un vivace dibattito che ha portato a una riconciliazione profonda tra i valori etici sentiti da ciascuno dei partecipanti al di là dell’etnia e del senso di appartenenza a una o a un’altra visione del mondo. L’accento è stato posto principalmente su quelle che possono essere le cause dei conflitti e dell’odio tra i popoli e si è giunti alla conclusione che questo affonda le sue radici in una ‘zona d’ombra’ dove l’Assurdo prende il sopravvento e la Storia ripete il suo ciclo di follia e di tendenza all’autodistruzione e al vuoto. Ed è attraverso l’arte, attraverso la musica che ha accompagnato la vita di Franca, che lei è riuscita a riscattarsi proprio da quell’assurdità di cui abbiamo parlato”.