Politica

La replica a Minichini: “Un partito e la storia politica di decenni di amministrazioni non sono utilizzabili alla bisogna né piegabili al proprio interesse del momento”

La replica a Minichini: “Un partito e la storia politica di decenni di amministrazioni non sono utilizzabili alla bisogna né piegabili al proprio interesse del momento”

Generico maggio 2026

Nel dibattito pre elettorale lericino si inserisce oggi un intervento congiunto dell’ex sindaco Emanuele Fresco, dell’ex assessore Michele Fiori, dei consiglieri comunali uscenti di opposizione Arianna Bucci e Gabriele Fresco. Il comunicato esordisce facendo riferimento ad alcune parole pronunciate da Aurora Minichini, candidata sindaco della lista di centrosinistra Lerici Domani, all’incontro tra i due aspiranti primo cittadino (Minichini, appunto, e il vice sindaco uscente Marco Russo) tenutosi lo scorso 24 aprile alla sede Anmi lericina; parole, in particolare, giunte dopo che una domanda dalla platea aveva riportato la discussione sul tema della riorganizzazione della rada comprendente la realizzazione di pontili, chiedendo in particolare i costi sostenuti in questi anni per studi e progetti; “Consultando tutte le determine dal 2018 al 2024, parliamo di circa 220mila euro”, ha detto Minichini; e qui Russo ha osservato che ci sono però anche gli incarichi, inerenti sempre la riorganizzazione con pontili, assegnati “dalle giunte precedenti”, in riferimento al pre-amministrazione Paoletti, quando governava il centrosinistra. “Infatti, ci sono anche quelli delle giunte precedenti, e se errare è umano, perseverare è diabolico – ha replicato Minichini -. E con le giunte precedenti – per quanto tanta gente dica: ‘venite da lì’ – non ho politicamente niente da condividere e lo dico chiaramente”. Ecco dunque l’antefatto.

Veniamo dunque al comunicato odierno. “Dopo aver atteso, invano, una smentita o, quanto meno, una spiegazione, per svariati giorni, riteniamo quantomai opportuno specificare quanto segue: in riferimento alle dichiarazioni rese dalla candidata della lista denominata Lerici Domani, già segretaria del Pd, Aurora Minichini, nel corso del recente incontro tenutosi presso la Anmi di Lerici, ove ha riferito di ‘non avere nulla da condividere politicamente con le giunte di centrosinistra’ che hanno governato il comune di Lerici prima dei due mandati consecutivi di Leonardo Paoletti, ci preme evidenziare quanto segue: in primo luogo, esiste una naturale e fisiologica continuità politica, allorquando ci si candida in rappresentanza di un partito politico (come il Pd) che, oltretutto, è stato quello di maggioranza relativa e ha sostenuto ed espresso personalità importanti ed autorevoli nelle esperienze amministrative precedenti rispetto a quella appena conclusa. L’alternativa è quella di candidarsi al di fuori dei partiti. Un partito politico e la storia politica di decenni di amministrazioni pubbliche non sono utilizzabili alla bisogna (ovvero intestandosi unicamente simboli e risultati positivi) né piegabili al proprio interesse del momento, con un opportunismo talmente peloso e spudorato da non rappresentare né un elemento di novità né tantomeno di discontinuità ma, anzi, rimandando ad un concetto di politica che definire povero è un eufemismo e che, di certo, non appartiene né apparterrà mai alla nostra cultura – affermano Emanuele Fresco, Fiore, Bucci e Gabriele Fresco -. In secondo luogo, facciamo sommessamente notare che larga parte dell’entourage della ‘discontinua’ Minichini e del gruppo dirigente del Pd (ovvero coloro che sono presenti agli eventi, alle riunioni, ai gazebo, alle varie iniziative elettorali e svolgono attività di propaganda e fanno parte degli organismi di partito) ha svolto ruoli, di primo piano, nelle ‘giunte precedenti’. Inoltre, le ‘giunte precedenti’ non solo hanno notoriamente ben amministrato il territorio lericino, contribuendo alla sua positiva trasformazione, ma sono state riconosciute come amministrazioni innovative e lungimiranti ben oltre i confini di Lerici: sotto il profilo delle opere pubbliche, delle politiche realizzate, dei metodi, condivisi, di gestione della cosa pubblica, della gestione delle risorse dell’ente (si pensi, a titolo esemplificativo, all’amministrazione del bilancio comunale, anche in epoca di ‘patto di stabilità’, quando non era consentito spendere le risorse che si avevano in cassa che, una volta allentato detto vincolo, hanno rappresentato un fondamentale tesoretto per chi è venuto dopo). ‘Giunte precedenti’ che hanno trovato ampio riscontro nella cittadinanza in termini di consenso elettorale per decenni, presenti e radicate nel territorio, riconosciute e rispettate pur avendo governato in anni difficili (quelli dei tagli di Tremonti sulla pelle dei Comuni o dell’austerità di Monti) e, ciononostante, non hanno mai disinvestito in ambiti fondamentali come la scuola e le politiche educative, le politiche sociali, i servizi per il cittadino. Che hanno introdotto la Zona a traffico limitato che, oggi, anche chi dovrebbe difendere con le unghie e con i denti, vista la situazione di totale entropia che viviamo in tema di viabilità e sosta, ed inserire al primo punto del proprio programma di governo, di fatto irresponsabilmente e autolesionisticamente individua come causa di tutti i mali del commercio lericino. La Ztl, per noi, al contrario, ha rappresentato una scelta a tutela e garanzia della salute di residenti e turisti, di vivibilità dei borghi e di qualità del turismo. Blaterale formule vuote come ‘gestione dei flussi sulla base dei numeri’ paventando studi e altre autentiche supercazzole che sembrano partorite da Chat GPT, totalmente sganciate dalle realtà, non solo dimostra assoluta ignoranza rispetto a temi che, chi si candida ad amministrate la cosa pubblica, dovrebbe ben conoscere, ma rappresenta null’altro se non una posizione cerchiobottista che si commenta da sola”.

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