Cronaca

A Zeri aumentano gli attacchi dei lupi, il sindaco: “Proteggerli non può significare abbandonare tutto il resto”

A Zeri aumentano gli attacchi dei lupi, il sindaco: “Proteggerli non può significare abbandonare tutto il resto”

Lupi

Il tema delle predazioni da lupo che in questi mesi sta interessando le valli zerasche è approdato anche in televisione. Nella puntata di ieri di Diario del Giorno, su Rete 4, si è parlato infatti della crescente pressione sui territori montani, con un focus anche sulla Lunigiana e, in particolare, sul comune di Zeri. A intervenire, oltre ad alcuni pastori e allevatori, è stato il sindaco Cristian Petacchi: “Parlo non solo come sindaco ma come voce di una comunità che vive e custodisce la montagna da generazioni” ha spiegato, sottolineando come dietro ai numeri ci sia un intero sistema economico e culturale Negli ultimi anni, ha evidenziato, la situazione si è aggravata: “Le predazioni da parte dei lupi sono aumentate in modo significativo: pecore, cani da lavoro, asini, puledri. Perdite che non incidono solo sull’economia, ma anche a livello affettivo, culturale e identitario”. Il rischio, secondo il primo cittadino, è quello di uno svuotamento progressivo delle aree montane: “Allevatori che smettono, aziende che chiudono, famiglie che lasciano la montagna. Quando l’allevamento scompare, sparisce anche la cura del territorio.I pascoli si chiudono, i boschi avanzano senza gestione, aumenta il rischio idrogeologico, si perde biodiversità. Paradossalmente, si impoverisce proprio quell’ambiente che vogliamo proteggere”. Petacchi ha però voluto chiarire un punto: “Sia chiaro, il lupo non è il nemico. È un predatore straordinario, simbolo della natura selvaggia, e la sua presenza è il segno di un ecosistema vivo. Va tutelato, rispettato, protetto. Ma proteggere il lupo non può significare abbandonare tutto il resto. Non può significare lasciare soli gli allevatori. Non può significare accettare che intere aree montane si svuotino. Non può significare scegliere una specie a scapito di un intero sistema umano e ambientale”. Quindi viene spontanea la richiesta di interventi concreti: “Chiediamo equilibrio. Servono prevenzione efficace, sostegni economici adeguati e tempestivi e una gestione responsabile della fauna selvatica. Chi vive la montagna deve essere ascoltato”.

Intanto, dopo l’ennesimo episodio di predazione, qualcosa si muove anche sul piano istituzionale. Il sindaco di Zeri ha infatti ottenuto la convocazione di un tavolo con Regione, Prefettura e Provincia per giovedì 6 maggio, richiesto proprio per affrontare in modo strutturato l’emergenza. Un confronto molto atteso dal territorio, che potrebbe rappresentare un primo passo verso risposte più concrete. “Non è una battaglia contro il lupo – ha concluso Petacchi ai microfoni di Rete 4 – ma una battaglia per la convivenza. Se perdiamo questo equilibrio, perdiamo un pezzo della nostra identità. E questo non possiamo permettercelo”.

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