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Lagaccio, la buona notizia dal satellite: “Il terreno non si muove”. Nell’isola ecologica niente scarrabili

Lagaccio, la buona notizia dal satellite: “Il terreno non si muove”. Nell’isola ecologica niente scarrabili

Crollo al Lagaccio, la situazione del versante sul parco Gavoglio e il palazzo evacuato in via Napoli

Genova. Al Lagaccio il terreno non si muove e i fenomeni franosi – come il più recente in via Napoli – sono tutti da attribuire all’urbanizzazione selvaggia dei versanti a partire dagli anni Sessanta. È questo il responso del monitoraggio satellitare della Protezione civile nazionale, secondo quanto riferito dall’assessore Massimo Ferrante durante l’assemblea pubblica convocata lunedì sera all’anfiteatro del parco Gavoglio dal Municipio Centro Est (presente la presidente Simona Cosso) per affrontare i temi posti dalle associazioni del quartiere.

“Le indagini satellitari attuali ci dicono che il Lagaccio non è zona che ha frane, anzi, è una zona solida – ha spiegato Ferrante -. È un dato che mi ha sorpreso, io ero convinto che ci fosse una concausa. Le frane avvengono per il piano regolatore del 1959 che ha permesso un indice di fabbricabilità simile a quello di Hong Kong. Il Lagaccio ha la caratteristica di avere case a sbalzo, vuol dire muraglioni e terrapieni: se non drenano l’acqua si comportano come dighe. Tutte le frane avvenute in questa zona sono dovute a mancanza di manutenzione, non a movimento del terreno. Chi abita qui deve sapere che, se la manutenzione viene fatta, i palazzi non hanno nessun tipo di problema“.

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