
Aveva il destino nelle proprie mani fino alla scorsa giornata, il Pescara. Una delle squadre migliori del 2026, capace di compiere un’impresa risalendo piano piano una classifica che sembrava averla condannata da tempo, al momento decisivo è entrata in crisi, perdendo di fatto la possibilità di essere artefice del proprio destino. Il successo contro la Reggiana a Pasquetta aveva permesso alla squadra di Gorgone di abbandonare l’ultimo posto in classifica, proponendo un calendario alla portata. E invece, nel momento del dunque, la squadra è crollata.
Una sconfitta-beffa contro la Sampdoria negli ultimi minuti, i pareggi contro Carrarese e Juve Stabia che avevano poco da chiedere al campionato, e il ko di venerdì contro il Padova, beffa delle beffe al 95esimo, dopo aver sbagliato un rigore dieci minuti prima. Un disastro. E proprio quel rigore fallito dal giovane Russo, ha aperto il “caso” Lorenzo Insigne, il grande trascinatore del 2026 del Pescara. “Chi non ha preso la palla non se l’è sentita”, ha detto il tecnico Giorgio Gorgone nella conferenza post kappao con il Padova, rispondendo a chi gli chiedeva lumi sul rigorista. “Insigne stava vicino alla panchina, aveva un fastidio al ginocchio però c’era una lista, poi è accaduto qualcosa ma era deciso. I miei calciatori sono liberi di prendere la palla a Russo e calciare il rigore”.