
Il libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” è stato presentato a Castagnola (Framura), per iniziativa del Circolo Acli Castagnolese e della Sezione Anpi Deiva-Framura, con grande partecipazione di cittadini.
Pagano ha evidenziato come il tema della moralità sia stato centrale in tutti i momenti e i ruoli della vita di Carando: come filosofo morale, come insegnante totalmente impegnato a “svegliare” la coscienza morale dei suoi studenti e far crescere in loro la responsabilità e la voglia di libertà, come partigiano – l’unico partigiano cieco della Resistenza italiana – che si sacrificò fino alla morte perché, aveva scritto, “è meglio morire che vivere schiavi”.
Molto si è poi discusso, in dialogo con i cittadini, sul tema del rapporto tra morale e politica oggi, anche riguardo alla politica internazionale – Carando criticava Hitler e Mussolini anche per la loro mancanza assoluta di moralità in campo internazionale, perché erano mossi solo dalla forza e non dal diritto. L’autore ha così concluso:
Dopo il 1989 tanti dissero che “la storia è finita”. Ma invece, nonostante tutto, la storia è tornata. L’“ultimo uomo” è risultato irriducibile al consumatore insaziabile. Neanche la potenza delle macchine “intelligenti” con i loro algoritmi l’ha piegato, finora. Al contrario, un mondo sempre più disumanizzato genera la reazione morale “per restare umani”. In solidarietà con il martoriato popolo palestinese… Con Mamdani a New York… Con i giovani che difendono la Costituzione e dicono NO a tutti i prepotenti… Questa reazione non genera, non può generare di per sé un progetto politico. Per questo serve il ritorno della Politica all’altezza della Storia. Una Politica con una dimensione trascendente. Una Politica guidata dalla morale. Come per Carando. Senza un principio etico universale non c’è più neppure l’azione politica, la capacità creativa dell’umano. Qui sta l’attualità della “pagina morale della Resistenza”, di cui Carando è un simbolo.