Progetto Vallestrieri, Parco approva protocollo con Comune ma la presidente vota contro: “Incompatibile con finalità ente”

Progetto Vallestrieri, Parco approva protocollo con Comune ma la presidente vota contro: “Incompatibile con finalità ente”

Vallestrieri, immagine dalla documentazione fotografica del Progetto unitario operativo

Prosegue l’iter relativo al Puo (Piano urbanistico operativo) presentato da Gsg srl per l’area di Vallestrieri, a Lerici, lungo la strada militare per la Rocchetta, riferito in particolare a circa 12 ettari di cui la società è proprietaria. In una recente seduta infatti il consiglio del Parco di Montemarcello, Magra e Vara ha approvato il protocollo di intesa tra l’amministrazione comunale di Lerici e l’ente Parco stesso relativo al menzionato Puo. Protocollo e relativi allegati “non costituiscono anticipazione del Puo, ma elementi di generale riferimento, sulla base dei quali vengono definiti i contenuti a cui dovrà conformarsi la pianificazione di secondo livello del Puc (Piano urbanistico comunale, ndr) in riferimento all’area di interesse”, si precisa nella deliberazione.
Il Piano urbanistico operativo in questione, adottato dall’amministrazione comunale di Lerici nel 2024, intende intervenire principalmente su due fronti: quello turistico-ricettivo, che prevede la realizzazione e il recupero di residenze turistico-ricettive (in programma interventi su 24 fabbricati, con incremento della superficie utile limitato al 10%) e una serie di altri servizi e strutture, e quello della riqualificazione e valorizzazione ambientale, che si prefigge azioni quali rinaturalizzazione e sistemazione del versante, recupero del bosco e dei terrazzamenti e degli uliveti esistenti, creazione di un laboratorio dedicato ai prodotti locali. Un progetto che in questi anni non ha mancato di suscitare un certo dibattito, con pubbliche contestazioni ma anche interventi a difesa dello stesso.

Tornando alla recente deliberazione del Consiglio del Parco, questa è giunta con quattro sì e un voto contrario: a pronunciarsi favorevolmente sono stati i quattro consiglieri – il sindaco di Lerici, Leonardo Paoletti, l’assessore sarzanese Luca Ponzanelli, l’ex sindaco di Calice al Cornoviglio Mario Scampelli e Filippo Zangani, vice presidente del Parco e di Confagricoltura Liguria -, mentre si è espressa negativamente la figura apicale dell’ente, la presidente Eleonora Landini. La trattazione si è aperta con l’illustrazione della pratica da parte di Paoletti, il quale ha descritto il protocollo “come atto preliminare e dovuto per avviare la pianificazione urbanistica (PUO) – si legge nel verbale di seduta – e la successiva realizzazione di un progetto turistico ricettivo da parte di una società privata”, parlando altresì di “un passaggio preliminare con il quale non si concede alcun titolo edificatorio, ma si approva un protocollo d’intesa che va a delimitare e a inserire dei paletti per la successiva predisposizione di un PUO”. Un progetto, ha detto sempre il sindaco di Lerici, che “prevede il recupero di 24 fabbricati esistenti, molti dei quali sono ruderi, con un ampliamento massimo del 10%, nel rispetto delle normative di parco e ambientali”.
Quindi la presidente Landini, il cui mandato è in scadenza a giugno, fatta presente la sua contrarietà, ha dato lettura delle motivazioni del suo pronunciamento contrario. “Pur prendendo atto della conformità formale dell’intervento alle previsioni del vigente Piano del Parco, risalente all’anno 2001, ritengo che il progetto presenti criticità rilevanti sotto il profilo della tutela ambientale, tali da non consentirne la condivisione nella configurazione attuale – sostiene la presidente -. L’intervento, infatti, prevede il recupero di 24 fabbricati esistenti che, per la maggior parte, risultano privi di una reale consistenza edilizia, essendo riconducibili a meri residui di muri perimetrali e completamente sprovvisti di copertura; tale circostanza configura, dal punto di vista dell’impatto sull’ambiente, di fatto nuove edificazioni, anche con conseguente nuovo consumo di suolo, in contrasto con i principi di conservazione e di contenimento della pressione antropica propri dell’area protetta. L’area interessata è inoltre caratterizzata dalla presenza di un bosco maturo di leccio, habitat di elevato valore ecologico, la cui integrità risulterebbe compromessa dall’attuazione di un intervento che comporta una trasformazione sostanziale del contesto ambientale in un’area di elevato pregio naturale”.

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