
Di Andrea Revello
Due foto del viadotto ferroviario di Recco, quello provvisorio in legno del 1946 e quello definitivo in cemento armato del 1948, si possono ammirare, in due diverse sezioni, nelle ricche gallerie di immagini presenti alla mostra “Evolutio”, il primo museo nativo digitale permanente dedicato alle grandi infrastrutture. Un patrimonio multimediale unico e inedito composto da migliaia di foto e video d’epoca che il Gruppo Webuild mette a disposizione del pubblico raccogliendo 120 anni di storia. “Evolutio” condensa capacità di visione, tecnica e cultura che raccontano in modo originale le infrastrutture come strumenti di emancipazione economica e sociale.
Sono dieci le collezioni tematiche guidano i visitatori tra dighe, ponti, ferrovie, metropolitane, edifici civili e stadi, raccontati attraverso schede storiche, benefici per persone e territori, dati tecnici e approfondimenti culturali. In aggiunta un’area edutainment e tre simulatori di gioco che permettono di mettersi alla prova virtualmente in cantiere nelle diverse fasi di costruzione.
Il ponte ferroviario di Recco fu costruito nel primissimo dopoguerra dall’impresa Lodigiani ed è simbolo della rinascita e della resilienza di un paese e di una cittadina che seppero sollevarsi con caparbietà dalle rovine materiali, economiche e morali della guerra.
“Evolutio”, mostra ideata e realizzata dal Gruppo Webuild, racconta come nell’ultimo secolo e mezzo strade, ponti, dighe, metropolitane, edifici e ferrovie abbiano cambiato la vita delle persone e favorito lo sviluppo del Paese. Ed è un onore vedere due immagini di Recco in mezzo a opere di straordinario ingegno realizzate in ogni parte del mondo, dall’Australia agli Stati Uniti, passando per Europa, Cina e Medio Oriente. Nel caso specifico del viadotto di Recco, il lavoro di progettisti e maestranze permisero di ricongiungere in pochi mesi i collegamenti tra nord e sud riaprendo ai traffici merci e passeggeri della linea ferroviaria tirrenica. Successivamente, vent’anni dopo, sarà l’autostrada, un’altra grande infrastruttura, a permettere lo sviluppo urbanistico e commerciale della cittadina, favorendo da lì a poco gli anni del cosiddetto boom economico.
Nell’area dedicata agli eroi nascosti, agli uomini e donne protagonisti delle grandi opere di ieri e di oggi, chissà che qualche foto non immortali gli operai e i carpentieri che qui trovarono l’anima gemella e si stabilirono definitivamente a Recco.
La mostra è visitabile fino all’11 maggio. Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, Milano, ingresso da Via Olona 6/a. Info: www.webuildgroup.com