
“Nella legge di bilancio del governo per il 2026 i fondi per il ‘dopo di noi’ sono stati tagliati, da 90 milioni di euro a 72.
Il progetto ‘dopo di noi’ non è astratto, è reale è la risposta concreta ad una domanda che pesa ogni giorno su migliaia di famiglie, è assistenza, sicurezza, continuità di cura. Ridurre le risorse significa meno ore di assistenza, meno persone accanto, più vuoti nelle giornate, più lavoro per i genitori e i caregiver, meno punti di riferimento e una speranza troncata”. Lo si legge in un intervento di Mauro Bornia, presidente della Consulta provinciale delle persone con disabilità.
“Il rischio concreto non è soltanto un disagio organizzativo, ma la perdita di punti di riferimento costruiti nel tempo, la rottura di routine che danno sicurezza e regressione dei progressi faticosamente raggiunti insieme agli operatori, perché quei percorsi non sono attività, sono relazioni, fiducia, crescita quotidiana e quando vengono meno si indeboliscono e il prezzo lo pagano proprio i ragazzi disabili con un impatto che si misura nella vita reale – prosegue Bornia -. E’ abominevole che un governo che ha in seno addirittura un ministero della Disabilità possa concepire uno scempio di questa portata, nelle stanze di palazzo si decide sulla vita delle persone più fragili e indifese con una leggerezza imbarazzante. Le risorse invece di andarle a cercare in altri lidi, extra profitti delle banche, tasse più alte in base al reddito, meno bonus prebenda, ecc. si taglia su un servizio essenziale per alleviare il peso delle famiglie e migliorare la vita di persone vulnerabili”.
Bornia comuncia infine che la Consulta “scriverà una lettera di biasimo alla ministra Locatelli per far aggiungere risorse (almeno i 90 milioni) e ridare la giusta dignità ai disabili che usufruiscono del servizio”.
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