
Il 30 aprile e il 1° maggio hanno segnato il momento ufficiale della firma dei rispettivi sindaci che ha sancito il gemellaggio tra il Comune di Porto Venere e il Comune di Lumio, nella Balagna corsa. Un passaggio storico che non nasce in modo estemporaneo, ma rappresenta l’esito di un lungo e articolato iter amministrativo e istituzionale, sviluppatosi nel corso di circa dodici mesi di lavoro continuativo, caratterizzato da un fitto scambio di documenti, verifiche, confronti e correzioni, fino al conseguimento del definitivo benestare del Ministero delle autonomie della Presidenza del Consiglio.
Un percorso complesso e strutturato, fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Porto Venere, che ha creduto sin dall’inizio nel valore di questo gemellaggio, riconoscendone la profonda valenza storica, culturale e identitaria.
L’obiettivo è stato quello di rafforzare un legame antico tra due territori che, più che essere separati dal mare, ne sono storicamente uniti, una relazione che affonda le proprie radici in oltre dieci secoli di storia condivisa. Idealmente, infatti, il gemellaggio ripercorre le antiche rotte di San Venerio nei luoghi che, mille anni fa, erano legati all’Abate del Tino: Lumio, Sant’Ambrogio e lo spettacolare villaggio di Occì, fino alla chiesa dell’Annunziata, appartenuta ai monaci benedettini dell’Isola del Tino, a testimonianza di un legame storico profondo che oggi trova nuova forma e nuova vita attraverso questo patto di collaborazione.