Vallestrieri, ambientalisti: “Sarebbe stato più trasparente sollecitare nuovo Piano del Parco, sulla base del quale valutare progetto in modo aggiornato”

Vallestrieri, ambientalisti: “Sarebbe stato più trasparente sollecitare nuovo Piano del Parco, sulla base del quale valutare progetto in modo aggiornato”

Camminata Vallestrieri

“Nel consiglio del Parco di Montemarcello Magra-Vara del 21 aprile scorso è successo un fatto grave, forse unico nella storia del Parchi liguri: il passaggio a maggioranza dell’approvazione di un protocollo di intesa con il Comune di
Lerici per il progetto immobiliare di Vallestrieri (Rocchetta di Lerici), in cuil’unico voto contrario è stato quello della presidente del Parco Eleonora Landini, mentre hanno votato a favore i consiglieri eletti in rappresentanza dei comuni di Lerici (Leonardo Paoletti), Calice (Mario Scampelli), Sarzana (Luca Ponzanelli) e del mondo agricolo (Filippo Zangani)”. Si apre così un comunicato diffuso congiuntamente da Giorgio Di Sacco Rolla, presidente regionale Italia Nostra Liguria; Stefano Sarti, vice presidente regionale Legambiente Liguria; Aldo Verner, coordinatore regionale Ligure Lipu; e Regina Sozzi, delegata regionale Ligure Wwf.

“I fatti sono noti: il Piano del Parco vigente è vecchio di 20 anni, realizzato prima dell’istituzione delle Zone speciali di Conservazione che, basandosi sull’analisi degli habitat e delle specie presenti, hanno introdotto più rigorosi
e aggiornati criteri di conservazione. Non solo: dal verbale della seduta si deduce che il nuovo Piano del Parco, in corso di approvazione, non permetterebbe più di realizzare quell’opera che prevede di fatto di trasformare decine di ruderi abbandonati da 180 anni (ormai diruti e immersi in un rigoglioso bosco di lecci) in un villaggio turistico diffuso, di fatto configurandosi come nuova edificazione – proseguono i rappresentanti delle quattro associazioni -. Sarebbe probabilmente la più grossa alterazione ambientale subita dal Parco di Montemarcello dalla sua istituzione. Chi ha votato a favore dichiara trattarsi di un atto dovuto, in base al Piano vigente, rimandando alla successiva analisi ambientale la valutazione della sua sostenibilità. Ma dagli elaborati che accompagnano il Puo (Piano urbanistico operativo) è evidente la scarsa trasparenza e attendibilità degli stessi; dal momento che si è giustificata l’opera come intervento che elimina il degrado (inesistente), che riqualifica ambientalmente l’area (che invece risulta in massima parte efficacemente rinaturalizzata), che recupera l’agricoltura, quando Vallestrieri è forse l’unico caso di antico abbandono totale per cause di forza maggiore (la costruzione dell’ottocentesco Forte della Rocchetta) mentre abbondano in tutto il territorio aree agricole dismesse da pochi decenni meritevoli di recupero. Lo stesso progetto poi sorvola su entità e impatto sia delle fasi di cantiere che delle opere accessorie: viabilità interna, illuminazione, rete idrica e fognaria, rete di distribuzione energia elettrica e gas, sistemazioni idrogeologiche”.

» leggi tutto su www.cittadellaspezia.com