Economia

Area marina protetta, Comunità marinara delle Cinque Terre: “No a deroghe sulle autorizzazioni”

Area marina protetta, Comunità marinara delle Cinque Terre: “No a deroghe sulle autorizzazioni”

Percorso natatorio Area Marina Protetta

La Comunità marinara delle Cinque Terre interviene sulle autorizzazioni all’Area marina protetta, in risposta alle richieste e alle preoccupazioni espresse nei giorni scorsi dalle associazioni di categoria Confartigianato, Cna e Confcommercio della Spezia. Le associazioni chiedevano una revisione delle graduatorie.
“Ci risiamo. Puntuale come ogni primavera, le potenti associazioni di categoria spezzine tornano a chiedere – legittimamente, ma in modo sempre più pretenzioso nei contenuti – di riscrivere le regole dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre a vantaggio esclusivo dei propri iscritti; i danni ambientali sull’area marina protetta un insignificante noioso effetto collaterale” sottolinea in una nota la Comunità marinara delle Cinque Terre.
“Il bando 2026 del Parco introduce un limite: 130 autorizzazioni- prosegue la nota -. Un passo giusto nella direzione giusta; ma se davvero si vuole praticare la sostenibilità, il numero deve scendere rapidamente almeno a 75, mantenendo priorità reale per chi vive e lavora da almeno 10 anni nei tre comuni. Speriamo che il Direttivo del Parco non ceda alle vicine plutocrazie e non conceda deroghe ai numeri previsti dal regolamento 2026”.
La comunità si interroga su “come siamo arrivati a questo punto? Perché, in un’epoca di emergenza climatica e crescente sensibilità ambientale, in un’area protetta nazionale, si continua a piegare la normativa a interessi economici esterni, sostenuti anche da ricorsi amministrativi che trovano terreno fertile?”
“Il Parco decide attraverso il suo Consiglio Direttivo dove siedono oltre il Presidente, rappresentanti del ministero, dell’Ispra e di associazioni ambientaliste, i tre sindaci delle 5Terre e (attualmente) del Comune dell Spezia – scrive ancora nella nota -. Ma tutti questi rappresentanti hanno consapevolezza delle finalità istitutive dell’Area Marina Protetta? Intendiamo quelle righe dove c’è scritto che finalità dell’area protetta è “la promozione dello sviluppo sostenibile dell’area, con particolare riguardo alla valorizzazione delle attivita’ tradizionali, delle culture locali, del turismo ecocompatibile e alla fruizione da parte delle categorie socialmente sensibili”.

“Il Ministero dovrebbe essere il garante del decreto istituivo, ma quanto rende ogni anno la tassa di attraversamento dell’Amp per le navi di linea? E soprattutto, quanto resta davvero alle Cinque Terre? Domande scomode ma inevitabili, utili per capire (forse) come siamo arrivati a questo punto – precisano ancora dalla Comunità marinara delle Cinque Terre -. Gli studi scientifici commissionati dal Parco parlano chiaro: il degrado del mare esiste ed è documentato. Cosa ne pensano di questo Ispra e le associazioni ambientaliste? Avranno letto gli studi fatti fare dal Parco? Avranno compreso (numeri e grafici alla mano) che il problema non sono i residenti o i piccoli operatori locali? E poi, i Sindaci dei tre comuni, ed i vari vicepresidenti, perchè hanno sempre approvato i provvedimenti di crescita incontrollata del numero di autorizzazioni per noleggio e locazione di natanti? Perchè hanno votato a favore di provvedimenti che limitano le comunità locali quando gli stessi studi di importanti Università certificavano l’irrilevanza del danno ambientale all’area protetta prodotto dalle stesse comunità locali?”
“Le decisioni sono prese a porte accuratamente blindate, chiuse anche alla sola presenza di uditori delle delle comunità locali; nessun confronto, nessuna trasparenza – aggiungono -. Un sistema perfetto per imporre scelte incomprensibili e lasciare poi ai più forti, la strada dei tribunali. Servono regole condivise, discusse con il territorio prima di essere approvate; e se quelle regole continuano a essere bocciate dal TAR, allora serve il coraggio politico ed istituzionale di riscriverle davvero, rafforzandole, anche attraverso un nuovo regolamento o un nuovo decreto istitutivo”.
Il comitato chiude il suo intervento con altre domane:”Ragionando di questi giorni, l’incredibile assurdo affollamento delle nostre marine del 2 maggio sarà oggetto di discussione nel Direttivo del Parco? Infine l’ultima inevitabile domanda: se l’Area Marina Protetta impone sacrifici solo ai residenti, non tutela l’ambiente e favorisce modelli economici tutt’altro che sostenibili, a chi giova?”.

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