
Il mondo del calcio si sveglia con una pessima notizia: è mancato Evaristo Beccalossi. Noto fantasista mancino degli anni 70′-80′, era diventato una leggenda di Brescia e Inter, con cui vinse uno Scudetto e una Coppa Italia. Nel suo palmares personale figura anche la Coppa Italia vinta nella sua breve parentesi alla Sampdoria nella stagione 84′-85′.
Sempre in prima linea e presente negli eventi benefici organizzato in riviera, era solito vederlo (spesso anche in campo al Ferrando) ad Alassio, città in cui risiedeva per trascorrere i suoi momenti di vacanza. Da giocatore si è sempre contraddistinto in campo per il suo estro da fantasista. Mancino col numero 10, è ricordato dai romantici del calcio come uno degli ultimi giocatori della sua generazione a saper interpretare il ruolo da trequartista con eleganza e magia. Idolo dei tifosi e celebre per il famoso coro “Evaristo, Evaristo non lo ferma neanche cristo” e per la sua grande autoironia, con cui anni dopo ricordò i due rigori sbagliati in sette minuti in Coppa delle Coppe.