
Genova. Mentre in città tiene banco l’arrivo degli Alpini, la cabinovia resta al centro del dibattito pubblico, in Valbisagno ma non solo. Dopo la prima riunione di maggioranza di martedì sera, tornano alla carica i comitati della Rete Genovese, che in queste ore hanno diffuso (e inviato a sindaca e giunta) un contro-studio che contesta punto su punto lo studio prodotto dal Politecnico di Milano che ha rappresentato come un impianto a fune potrebbe essere la migliore soluzione per la mobilità della Val Bisagno.
“Oltre alle enormi criticità della soluzione ipotizzata – scrivono i comitati – teniamo a precisare che la proposta della funivia vuole trasformare un problema politico, sociale e di pianificazione della mobilità in problema meramente “tecnico-ingegneristico. La mancanza di partecipazione dei cittadini sulle scelte che li riguardano è sempre più evidente, nonostante venga più volte dichiarato dall’Assessorato alla Partecipazione di essere al lavoro su percorsi di democrazia partecipativa e “forum sperimentali. La funivia è, come lo erano lo skymetro e gli assi di forza, una proposta calato dall’alto che non aiuterebbe minimamente a risolvere i problemi sulla mobilità, come viene evidenziato nel documento allegato – rilanciano – Considerando, inoltre, che il progetto dei 4 assi di forza ha tra gli obiettivi principali la riduzione del servizio con meno chilometri offerti dai mezzi pubblici, i cittadini saranno sempre più incentivati all’uso del mezzo privato”.