
“Ho letto l’intervento della consigliera Eva Battistini sulla celebrazione della santa messa prevista nella sala consiliare del Comune di Santo Stefano Magra, in occasione del sessantesimo anniversario dell’Avis. Ritengo giusto esprimere una posizione diversa. La laicità delle istituzioni non significa cancellare ogni espressione religiosa dallo spazio pubblico. Significa che il Comune non deve imporre una fede, non deve trasformare un rito religioso in un atto obbligatorio dell’ente e non deve confondere una celebrazione religiosa con una seduta istituzionale. Ma da qui a sostenere che una messa, libera e occasionale, non possa svolgersi in uno spazio pubblico ce ne passa”. Lo afferma in una nota Emanuele Cucchi, consigliere comunale di opposizione a Santo Stefano Magra.
“La nostra Costituzione garantisce la libertà di culto, anche in forma pubblica. Proprio per questo la laicità non può essere interpretata come divieto o rimozione della dimensione religiosa dagli spazi della comunità – prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia -. Stiamo parlando dell’Avis, una realtà che da sessant’anni svolge un servizio prezioso per il territorio. Se nell’ambito di una ricorrenza associativa viene prevista anche una celebrazione religiosa, aperta a chi desidera partecipare, non vedo alcuna violazione della laicità dello Stato. La sala consiliare è certamente un luogo istituzionale e merita rispetto. Ma rispetto non significa trasformarla in uno spazio ostile alla dimensione religiosa di una parte importante della nostra comunità. Gli spazi pubblici vengono normalmente concessi per iniziative culturali, sociali, associative, commemorative e civiche. Non si comprende perché, quando l’iniziativa ha anche un contenuto religioso, debba improvvisamente diventare un problema”.