
Il Partito comunista italiano della Liguria in una nota esprime “pieno sostegno ai cinquanta sindaci che hanno denunciato pubblicamente le gravissime criticità contenute nel nuovo piano sociosanitario della giunta Bucci”. Per il Pci ligure “la loro protesta non rappresenta soltanto la preoccupazione degli amministratori locali, ma interpreta il timore reale di migliaia di cittadini liguri che ogni giorno fanno i conti con una sanità pubblica sempre più indebolita, distante e incapace di garantire pienamente il diritto alla cura”, si legge ancora nell’intervento, affidato a Franco Cirillo del Dipartimento Sanità – Stato sociale.
“Noi denunciamo con forza questa riforma, che dietro il linguaggio dell’efficientamento e della razionalizzazione nasconde un ulteriore processo di smantellamento della sanità territoriale pubblica. La riduzione dei distretti sanitari, la centralizzazione delle funzioni decisionali e il progressivo svuotamento del ruolo dei territori rappresentano una scelta politica precisa: concentrare il potere, allontanare i servizi dai cittadini e trasformare la sanità in una struttura governata con criteri aziendalistici invece che sociali”, proseguono dal Pci Liguria. Per la forza politica inoltre “le responsabilità della situazione attuale non appartengono soltanto alla giunta Bucci. Il progressivo deterioramento della sanità ligure è il risultato di anni di politiche liberiste portate avanti da governi regionali di diverso colore politico, accomunati dalla stessa logica dei tagli, delle privatizzazioni e della riduzione del ruolo pubblico”. Il partito osserva inoltre che “secondo le stesse proiezioni demografiche regionali, nei prossimi anni aumenteranno in maniera significativa gli anziani non autosufficienti e le patologie croniche. Questo dovrebbe imporre un enorme investimento nella medicina territoriale e domiciliare. Invece si sceglie la strada opposta: meno prossimità, più centralizzazione e maggiore spazio al privato”.