“Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” tre giorni di presentazioni con Mediterraneo

“Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” tre giorni di presentazioni con Mediterraneo

Ennio Carando con la nipote Maria Francesca, primi anni Quaranta - archivio famiglia Carando

Il libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” è stato presentato nei giorni scorsi a Vezzano Ligure, a Pitelli e a Tellaro, in incontri sempre partecipati e “sentiti”.
Roberto Lamma, Roberto Centi e Stefania Novelli, che hanno dialogato con l’autore nei tre incontri, hanno tutti sottolineato il grande fascino del “personaggio” Carando, e l’attualità della sua “lezione” sia politica – la morale al primo posto – sia educativa: la capacità di creare comunità tra giovani e adulti e di superare le distanze intergenerazionali.
Giorgio Pagano ha spiegato così la scelta di riscoprire Carando e di dedicargli un libro:
“Vent’anni fa ho lasciato la politica tradizionalmente intesa perché ero sgomento per la perdita di moralità e spiritualità che la caratterizzava sempre più. Ho scelto di impegnarmi quotidianamente come attivista e come cooperante, e nel contempo di lavorare con una prospettiva più lunga, educativa e culturale: cambiare le idee e le coscienze per cambiare la politica. Come storico ho lavorato sul Sessantotto e ora sulla Resistenza e su Carando: in entrambi i casi esperienze morali che mettono al centro l’educazione, la scuola, la cultura”.
Pagano ha condiviso la tesi dell’attualità di Carando e ha citato il discorso di papa Leone agli studenti della Sapienza: la scuola come comunità capace di costruire e condividere strumenti per desiderare un mondo diverso, la scuola non come istituzione che conservi lo stato delle cose ma come laboratorio di democrazia, il sapere che serve non solo a raggiungere scopi lavorativi ma a discernere chi si è. “Sono esattamente le stesse parole di Carando”, ha aggiunto: “che senso avrebbe formare un lavoratore che però non coltiva la propria coscienza morale?”. Su questi temi si è soffermata, a Tellaro, Aurora Minichini, figlia di Enzo, allievo di Carando al Liceo Costa e partigiano con lui in Piemonte: “la scuola è indispensabile per il pensiero critico”.
Circa la politica, i quattro interventi iniziali nei tre incontri – quelli di Federico Sommovigo dell’Anpi e di Massimo Bertoni sindaco di Vezzano, di Mara Biso dell’Anpi di Pitelli e di Lauro Cabano della SMS di Tellaro – si sono soffermati sul significato dell’ottantesimo del 2 giugno. “Il 2 giugno 1946 eleggemmo per la Costituente politici di alto profilo culturale e dalla indubbia moralità – ha detto Pagano. A loro e a Carando, che probabilmente sarebbe stato insieme a loro se non fosse stato ucciso dai fascisti, si deve fare riferimento come giudizio e sanzione nei confronti di un panorama oggi a dir poco deprimente, in cui la politica ha perso il proprio primato, inabilitata a competere con poteri economici e finanziari, tecnocrazia, sistemi di informazione e soggetti extraistituzionali. Ma anche come speranza che quanto è stato non sia dimenticato e sia di aiuto e stimolo a ricostruire una Politica all’altezza della Storia”.

L’articolo La Tarros conferma anche il 2005 Deri, che rinnova per la prossima stagione proviene da Città della Spezia.

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