
Nuovo intervento sul costruendo nuovo ospedale del Felettino da parte del “Manifesto per la sanità locale – Insieme per una sanità migliore”, costituito da Cittadinanzattiva e Tribunale del diritti del malato, Confederazione dei centri liguri per la tutela dei diritti del malato, Sos sanità spezzina, Sos salute pubblica Liguria, Circolo Pertini, Arci Val di Magra e Sarzana protagonista. “Da qualche mese a questa parte, il Manifesto per la sanità locale ha incontrato primari ed infermieri dei nosocomi della Provincia, al fine di illustrare loro il progetto esecutivo del nuovo Felettino – si legge nel comunicato del Msl -. Il progetto di dettaglio è entrato in possesso del Mls attraverso una richiesta di accesso agli atti; richiesta che interessava anche il piano economico finanziario completo dell’opera, ma su quest’ultima nostra istanza vi è stato un diniego di accesso da parte dell’operatore privato. Conseguenza di tale diniego è che, a fronte di un’opera pubblica che impegna per la maggior parte soldi pubblici, i cittadini spezzini sono tenuti all’oscuro”.
“Tornando al progetto, nel corso degli indicati incontri con i sanitari è emerso, prima di tutto, che nessuno aveva mai mostrato loro il progetto esecutivo di dettaglio – e questo ci pare già un dato molto negativo: chi lavora direttamente nelle strutture non è stato efficacemente coinvolto nella progettazione esecutiva. Inoltre, dai citati incontri sono emerse ben 53 osservazioni rilevanti sul progetto; osservazioni inerenti problematiche di impatto, sia sul lavoro degli operatori che sui conseguenti riflessi per l’organizzazione e la cura dei pazienti – proseguono dal Manifesto -. Solo alcuni esempi delle 53 osservazioni: non è stato previsto un accesso dedicato al Pronto soccorso nel non auspicabile caso di nuove pandemie; le 12 sale operatorie non hanno locali adibiti a magazzino; per scendere dalla piazzola di atterraggio dell’elicottero per le emergenze fino al piano del Pronto soccorso è previsto un solo ascensore e, in caso di guasto, si metterebbero a rischio i tempi di intervento su pazienti con patologie tempo dipendenti; le piazzole di sosta delle auto del 118 sono prive di attacchi per l’alimentazione della strumentazione di bordo delle auto dedicate all’emergenza”.