
Genova. A un anno dalla rivolta che sconvolse il carcere di Marassi, la Uil Fp polizia penitenziaria denuncia una situazione che definisce ‘paradossale e inaccettabile’: gli uomini e le donne della polizia penitenziaria che contribuirono a salvare l’istituto dal collasso sono oggi destinatari di diffide, mentre chi aveva responsabilità gestionali continua a mantenere il proprio incarico.
Il 4 giugno 2025 circa cento detenuti della seconda sezione si riversarono nei corridoi dell’istituto, devastando locali e attrezzature e cercando di raggiungere cinque reclusi accusati di aver violentato un giovane detenuto, successivamente trasferito d’urgenza in ospedale per le cure necessarie.