
Nei giorni scorsi Sara Rastelli, giovane assessore di Recco, ha inaugurato uno studio di architettura visitato tra gli altri dal sindaco di Recco Carlo Gandolfo, che ha poi postato una fotografia sul suo profilo social. Una visita di riguardo e incoraggiamento verso la cittadina, la professionista e la collega, Come altre volte Gandolfo (e altri suoi colleghi del levante, fanno) mostrando attenzione per le nuove attività. Visite che ci auguriamo Gandolfo (e i suoi colleghi) continuino a fare (ndr)
Da Gianni Pastorino, consigliere regionale, capogruppo “Andrea Orlando Presidente”. Rappresentante di Linea Condivisa
“Non entro nel merito dell’iniziativa imprenditoriale dell’assessora Sara Rastelli, alla quale auguro sinceramente ogni successo professionale. Il punto, però, è un altro e riguarda l’opportunità politica e istituzionale di quanto avvenuto nei giorni scorsi”.
Lo dichiara il consigliere regionale Gianni Pastorino, capogruppo della Lista Andrea Orlando Presidente e rappresentante di Linea Condivisa, commentando un post pubblicato sui social dal sindaco di Recco Carlo Gandolfo, nel quale il primo cittadino compare all’inaugurazione del nuovo studio professionale dell’assessora ai Lavori Pubblici Sara Rastelli, promuovendo l’evento attraverso i propri canali pubblici.
“Quando un sindaco utilizza la propria visibilità istituzionale per pubblicizzare l’apertura di un’attività privata riconducibile a un membro della giunta, è inevitabile che si pongano interrogativi sul piano dell’opportunità politica. Non stiamo parlando di una semplice presenza privata tra amici, ma di una comunicazione pubblica diffusa attraverso una pagina che richiama esplicitamente il ruolo di sindaco.
La questione assume un rilievo ancora maggiore perché riguarda l’assessora ai Lavori Pubblici, che svolge un’attività professionale nel settore dell’architettura. Il Testo Unico degli Enti Locali richiama gli amministratori al rispetto dei principi di imparzialità e buona amministrazione e disciplina in modo rigoroso i casi di conflitto di interessi e i doveri di astensione. L’articolo 78 del TUEL, in particolare, è finalizzato proprio a evitare qualsiasi commistione tra interessi pubblici e interessi privati, anche solo sul piano dell’apparenza e della percezione da parte dei cittadini.
Non sto assolutamente sostenendo che vi siano violazioni di legge. Sto però dicendo che chi ricopre incarichi pubblici dovrebbe evitare situazioni che possano generare dubbi o alimentare il sospetto di una sovrapposizione tra ruolo istituzionale e interessi professionali privati. La trasparenza non consiste soltanto nel rispettare formalmente le norme, ma anche nel mantenere una netta separazione tra ciò che appartiene alla sfera pubblica e ciò che appartiene alla sfera privata.
Per questo motivo ritengo che il sindaco Gandolfo dovrebbe spiegare ai cittadini perché abbia ritenuto opportuno utilizzare la propria comunicazione pubblica per promuovere l’inaugurazione di uno studio professionale privato riconducibile a un assessore della sua amministrazione. È una questione di correttezza istituzionale, di imparzialità e di rispetto verso la comunità che si amministra”.
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