
“Come Sarzana Protagonista abbiamo sempre sollevato dubbi sull’interpretazione data, dalla Giunta, all’aspetto della partecipazione e della condivisione da parte dei cittadini e delle consulte nello studio e nello sviluppo del Piano delle antenne”. Inizia così l’intervento dei consiglieri comunali Tiberi, Ambrogetti e Musetti, che in merito all’ipotesi di una nuova antenna in via Pecorina proseguono: “Oggi abbiamo la prova che i nostri dubbi erano fondati: all’Amministrazione basta dire che nel Piano era prevista questa location, che un incontro pubblico è stato organizzato in sala Consiliare e che poi è avvenuta anche la discussione in Consiglio Comunale, la realtà è ben altra e come abbiamo sempre ribadito, ai cittadini non è mai stato chiaramente detto dove e quando sarebbero state installate le antenne sul territorio. In Consiglio comunale nella votazione sul piano delle antenne ci siamo astenuti, motivando proprio su questo aspetto della mancata partecipazione dei cittadini, oltre che dell’insicurezza dei dati tecnici e delle reali necessità di un’ulteriore copertura radiomobile. Eravamo e siamo convinti che un Piano antenne sia indispensabile ma ribadiamo fortemente che senza la partecipazione dei cittadini, una vera partecipazione e condivisione, che non è avvenuta, non si possa procedere. Ne ha già fatto le spese Sarzanello, con l’antenna nel Parco pubblico, in vicinanza della scuola materna. E anche su questo aspetto come Sarzana Protagonista abbiamo fatto battaglia per cercare di inserire le aree verdi e i parchi pubblici tra le zone sensibili nelle quali le antenne non possono essere installate. Ma non siamo stati ascoltati. Negli ultimi anni il panorama delle installazioni sta cambiando, come anche quello dei Gestori (ricordiamo che Vodafone Italia è stata venduta, e che anche altri gestori stanno cambiando “padrone”), segno che l’aspetto tecnologico non è prioritario nelle scelte aziendali, ma c’è ben altro. Le installazione di Stazioni Radio appaiono sempre più come un investimento “locatario” (più antenne più affitti) mentre al proprietario, come in questo caso il Comune, restano le briciole, con l’aggravante di una perdita di valore dell’area nella quale vengono installate. Ah già, ma che fine ha fatto, appunto, la vendita dell’area ex macello, che aveva una base d’asta di 410 mila euro? Dopo questa installazione, se dovesse essere confermata, il valore dell’area subirà inevitabilmente un deprezzamento notevole con danni alle casse del Comune. Chiediamo che, nel rispetto dei principi della trasparenza e della partecipazione, la Giunta si confronti al più presto con i cittadini tutti ed in special modo con gli abitanti del quartiere Trinità, per un ripensamento consapevole della sua posizione. Capiamo che non sia sempre facile decidere ed amministrare anche situazioni come questa, regolata da norme e leggi sovra comunali, ma la mancanza di dialogo con i cittadini, che poi subiscono tali scelte, è una precisa scelta dell’Amministrazione”.
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