Impavidi, ecco il cartellone: “Nomi importanti, sperimentazione e prezzi per tutti”. Aprono Orsini e Popolizio

Impavidi, ecco il cartellone: “Nomi importanti, sperimentazione e prezzi per tutti”. Aprono Orsini e Popolizio

Stagione Impavidi

Saranno due grandi protagonisti della scena – l’intramontabile Umberto Orsini e Massimo Popolizio – ad aprire il prossimo novembre la stagione 2026/27 del Teatro Impavidi, nove appuntamenti da novembre ad aprile. Ci saranno poi Ottavia Piccolo e Stefano Massini con la vicenda di Giacomo Matteotti, il teatro civile di Kepler-452, la poetica intensa di Tindaro Granata, Michele Sinisi e Sara Drago con una rivisitazione di Moliere, il teatro visionario di Fabiana Iacozzilli e Linda Dalisi, l’ironia di Massimiliano Gallo nei panni di Vincenzo Malinconico, la magia di Babilonia Teatri e, per chiudere, il San Francesco di Fo e Rame interpretato da Ugo Dighero. Il cartellone è stato annunciato stamani dal palco del teatro sarzanese da Giulia Moretti, presidente e direttrice generale degli Scarti Centro di produzione teatrale d’innovazione, e Giorgio Borrini, assessore comunale alla Cultura. Contestualmente è stata presentata anche la campagna abbonamenti. “Questa stagione si inserisce nel solco tracciato dagli Scarti dall’inizio dell’esperienza agli Impavidi, cioè portare in scena gli spettacoli e i nomi più importanti e rilevanti del panorama nazionale, inserendo però anche qualche spettacolo che approfondisce linguaggi un po’ più sperimentali, con l’idea di dare sempre al nostro pubblico degli stimoli e delle visioni diverse – ha detto Moretti, che lo scorso marzo ha raccolto l’eredità di Andrea Cerri -. La stagione è realizzata con il preziosissimo sostegno del Comune di Sarzana, che ringraziamo per il costante sostegno e per il dialogo sulla programmazione culturale, del ministero della Cultura, della Fondazione Compagnia di San Paolo e di Fondazione Carispezia. Più avanti presenteremo anche tutte le altre attività degli Impavidi, come Piccoli Impavidi, con la stagione Kids, la rassegna Profeti in patria e tutti gli altri appuntamenti di questo teatro che è praticamente sempre aperto”. Quindi la campagna abbonamenti: “Fino all’8 agosto i nostri abbonati storici, oggi ne contiamo 350, avranno la possibilità di rinnovare, confermando o modificando il posto – una piccola attenzione che dedichiamo a chi ci segue da sempre -, mentre dall’8 agosto si aprirà la possibilità di acquistare nuovi abbonamenti, che speriamo siano numerosi; dal 16 ottobre infine sarà possibile acquistare i singoli biglietti. Per quanto riguarda i prezzi, abbiamo adottato una politica che faccia sì che il teatro sia alla portata di tutti e frequentato, amato e partecipato da più pubblico possibile”. I prezzi degli abbonamenti vanno dai 210 euro della Poltronissima ai 130 della Terza classe (a fine articolo tutti i prezzi nel dettaglio); mentre i biglietti vanno da 30 o da 25 euro in giù, a seconda dello spettacolo.

“Giulia Moretti ha ereditato un testimone pesante da Andrea Cerri, direttore artistico ormai di livello nazionale, ma è stata ben capace di raccoglierlo – ha affermato l’assessore Borrini -. Oggi presentiamo una stagione che colpisce, capace di incrociare la storia del teatro italiano con la capacità di saper interpretare la contemporaneità. Questa è la stagione comunale: il Comune, tramite percorsi amministrativi sviluppati negli ultimi otto anni, ha fatto un accordo con gli Scarti, in virtù del quale il Centro deve organizzare agli Impavidi una stagione teatrale che rispecchia determinati requisiti; ecco, loro fanno… mille volte di più, promuovendo oltre alla stagione di prosa numerosi altri appuntamenti. E la crescita costante di tutti questi ultimi anni, che stagione dopo stagione emerge sempre con più forza, ha portato il teatro sarzanese a essere ormai un riferimento non solo cittadino, ma territoriale; il suo nome rimbomba da Massa a Spezia e oltre, anche alle Cinque Terre; il tutto con compagnie che ci cercano da tutta Italia e con più scuole che si attivano per portare su questo palco le loro attività teatrali. Siamo felici e orgogliosi di questo percorso, che proseguirà, e chissà che nei prossimi anni, attraverso questo costante dialogo, a cui teniamo tantissimo, si presentino ulteriori obiettivi di crescita”. Sempre a proposito del concetto di “crescita”, Borrini ha sottolineato che “la si persegue anche attraverso un continuo investimento sulla struttura”, introducendo qui il tema della volontà di Palazzo civico e Scarti di intervenire sul loggione per consentirne la riapertura, cosa che farebbe guadagnare al teatro un venti-trenta posti (ora ne conta 352). Per sostenere tale intervento Scarti hanno partecipato a un bando promosso da Fondazione Carispezia e Fondazione Compagnia di San Paolo, di cui ora si attendono gli esiti; e qualora questi non si rivelino quelli sperati, l’impegno per la riapertura del loggione – è stato assicurato stamani – non verrà meno; loggione “dal quale si vede e si sente benissimo”, ha sottolineato Moretti.

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