
Che si tratti di pura propaganda, però, lo dimostra lo stesso Sindaco. Nel suo intervento ha ammesso che Recco non vive situazioni di particolare gravità, parlando piuttosto di una “percezione” di minore sicurezza. Subito dopo, si è contraddetto sostenendo che Recco pagherebbe lo scotto delle politiche lassiste del Comune di Genova su immigrazione e criminalità. Peccato che, appena tre giorni prima del Consiglio, il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in Prefettura (presieduto dal Prefetto Cinzia Torraco) abbia certificato un calo del 9% dei reati a Genova nel primo semestre 2026, con una netta diminuzione proprio dei reati di strada.
Non è mancato il classico attacco alla magistratura. Sentir dire dal Sindaco che “magistrati compiacenti fanno una bandiera nel rimettere in circolazione le persone” è grave. Qualcuno dovrebbe spiegargli che delegittimare un altro potere dello Stato mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, di cui lui stesso fa parte.
Infine, l’uso di espressioni come “scendono come una mandria dal treno”, “andrebbero impacchettati” o “giovani che cazzeggiano”, unito all’invito paternalistico ai cittadini a non fare l’elemosina, fotografa la scarsa qualità politica di chi ci amministra. Inclusa la ciliegina sulla torta: il richiamo del Sindaco alla parola “remigrazione”. Non so se sia una parola d’ordine necessaria per tesserarsi con il partito di Vannacci o se vada semplicemente di moda nella destra italiana.
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