Lettere/ “Sulle vacanze al mare, pesa sempre più il costo della vita”

Lettere/ “Sulle vacanze al mare, pesa sempre più il costo della vita”

spiagge deserte

Da Daniela Seminatore 

Negli ultimi tempi si parla spesso di stabilimenti balneari semi-vuoti durante la settimana e gremiti solo nei fine settimana. Il clima sempre più torrido e i prezzi d’ingresso ormai alle stelle stanno trasformando radicalmente il modo di vivere le vacanze: molti preferiscono rinunciare ai lunghi soggiorni al mare per cercare rifugio in montagna o in strutture dotate di piscina, oppure riducono la permanenza al minimo indispensabile.
​I prezzi elevati di ombrelloni e lettini rendono la frequenza continuativa del litorale proibitiva, mentre l’innalzamento delle temperature marine riduce l’effetto rinfrescante del bagno, spingendo verso altre mete. A questo si aggiunge un dato ineludibile: per la maggior parte delle persone le vacanze sono diventate una voce di spesa pesante e difficile da sostenere.
​Al di là di limitate categorie professionali e delle élite economiche, la maggior parte delle famiglie italiane si trova costretta a fare i conti con un potere d’acquisto ridotto e con l’incertezza economica futura. La scelta di concentrare la spesa per il mare nei soli giorni festivi non è quindi una semplice moda, ma una risposta misurata per non rinunciare del tutto allo svago pur mantenendo la stabilità finanziaria.

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