Economia

Trillium, la Fiom Cgil: “L’azienda conferma che la crisi non c’era, ma aveva richiesto il contratto di solidarietà… Ora stop a reticenze e ritorsioni”

Trillium, la Fiom Cgil: “L’azienda conferma che la crisi non c’era, ma aveva richiesto il contratto di solidarietà… Ora stop a reticenze e ritorsioni”

Trillium

“Le dichiarazioni del presidente di Trillium Pump Italy, Edoardo Garibotti, anziché smentire quanto abbiamo sostenuto in queste settimane, finiscono per confermarlo: la crisi, semplicemente, non c’era”. Lo dichiara Marzio Artiaco, segretario generale della Fiom Cgil della Spezia, replicando alle dichiarazioni rese nei giorni scorsi dal presidente dell’azienda.
“Prendiamo quindi atto con soddisfazione delle parole del presidente quando afferma che Trillium non è in crisi, che gli ordini sono in linea con il budget e che gli slittamenti delle commesse legati alla situazione internazionale rappresentano un problema di calendario e non di mercato”.

“Il problema – incalza Artiaco – è che al sindacato, nei mesi scorsi, è stato rappresentato un quadro decisamente diverso. È stata infatti l’azienda a chiederci l’apertura di un contratto di solidarietà, motivandolo con un vuoto di lavoro che, peraltro, non avrebbe riguardato soltanto il sito della Spezia. La stessa situazione internazionale e le difficoltà legate alle commesse erano state richiamate anche nel contesto che ha portato al licenziamento della lavoratrice successivamente reintegrata dal Tribunale.
Delle due, quindi, l’una: o esistevano difficoltà tali da giustificare la richiesta di uno strumento emergenziale e pesante come il contratto di solidarietà, oppure quelle difficoltà non configuravano affatto una crisi e allora avevamo ragione noi a sostenere che non vi fossero le condizioni per scaricarne le conseguenze sulle lavoratrici e sui lavoratori.
Non si può lanciare il sasso e poi tirare indietro il braccio, giocando sulle mezze parole, sulle diverse interpretazioni o sui doppi significati a seconda del momento e dell’interlocutore. Le relazioni sindacali serie hanno bisogno di parole chiare e, soprattutto, coerenti.
E purtroppo quanto sta accadendo in queste ore non aiuta a ricostruire quel clima di chiarezza che continuiamo a chiedere”.

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