
Una notte, una guerra, un assalto al Tino e il trafugamento delle reliquie di San Venerio. È una storia che affonda le radici nel Trecento e che, dopo secoli di silenzio, torna oggi a farsi leggere attraverso un piccolo e rarissimo opuscolo stampato a Venezia nella seconda metà del Settecento. Sarà proprio quel documento, ormai quasi introvabile, il protagonista dell’incontro in programma il 12 settembre a Porto Venere.
Alle 17.30, nella Sala Olivetani dell’ex convento di Le Grazie, Portovenerecultura, nell’ambito delle celebrazioni dedicate al santo eremita del Tino, presenterà infatti una ristampa anastatica a tiratura limitata dell’antico testo, dedicato alla trafugazione e alla successiva traslazione delle reliquie di San Venerio. Un’occasione che accompagnerà anche il benvenuto alla delegazione del Comune di Lumio, in Corsica, con il quale Porto Venere ha recentemente rafforzato il legame proprio nel nome della storia del santo. Il 2026 è stato infatti un anno particolarmente significativo per la riscoperta della figura di Venerio, nato in Palmaria e vissuto in romitaggio sull’isola del Tino. Nel corso dell’anno è stato perfezionato il gemellaggio tra Porto Venere e Lumio, località della Balagna dove, a partire dagli ultimi decenni dell’XI secolo, l’abbazia benedettina del Tino possedeva terreni, chiese e villaggi. Un rapporto ricostruito anche attraverso gli studi della storica Eliana Maria Vecchi, che ha messo a confronto tradizione, mito e fonti documentarie.