Economia

Quando le macchine lavoreranno al posto nostro: l’ultimo libro di Filippo Lubrano parla di un futuro senza lavoro

Quando le macchine lavoreranno al posto nostro: l’ultimo libro di Filippo Lubrano parla di un futuro senza lavoro

Lubrano e il suo nuovo libro

Cosa succede quando le macchine iniziano a fare sempre più cose al posto nostro? E, soprattutto, cosa resta alle persone quando il lavoro non è più il centro della vita economica e sociale? È la domanda da cui parte Filippo Lubrano nel suo nuovo saggio, “Il lavoro senza di noi”, pubblicato da Tlon. Il libro sarà presentato in anteprima alla Spezia sabato 5 settembre, alle 18.30, alla libreria Liberi Tutti di via Nicolò Tommaseo. A dialogare con l’autore sarà l’innovatore tech Davide Strozzi, per un incontro aperto al pubblico. Lubrano mette insieme due trasformazioni che stanno già cambiando il presente: da una parte l’automazione e l’intelligenza artificiale, dall’altra il calo demografico e la progressiva riduzione della popolazione in età lavorativa. Il risultato è uno scenario nel quale il lavoro umano potrebbe diventare sempre meno necessario in molti settori.

Ma il punto, nel saggio, non è soltanto capire quali professioni rischiano di essere sostituite dalle macchine. La questione riguarda anche il reddito, il tempo e il significato che attribuiamo al lavoro. Se una parte consistente della produzione potrà essere affidata alle macchine, sarà necessario interrogarsi su come distribuire la ricchezza e su quale posto occupare in una società dove lavorare potrebbe non essere più una necessità per tutti. “Ora siamo ancora in quella fase in cui abbiamo la possibilità di scegliere. Possiamo decidere se l’automazione servirà l’umanità, o se l’umanità servirà i proprietari dell’automazione”, si legge in quarta di copertina. Una scelta che, secondo Lubrano, non può essere rimandata. “Ho scritto questo saggio per far entrare i temi dell’automazione e della possibile sostituzione dei lavoratori umani nel dibattito pubblico”, racconta, “perché credo che questi siano gli argomenti decisivi attorno a cui si decideranno i destini della nostra società, e non stiamo facendo nulla per prepararci”.

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