
Non fa certo notizia, nel senso che è elemento già conosciuto, che alla Spezia crescono i numeri del turismo, ma trovare una casa in affitto per viverci tutto l’anno diventa sempre più difficile. E secondo la consigliera regionale Carola Baruzzo si tratta di un legame concreto: “Quando un’abitazione viene destinata agli affitti turistici brevi, non è più disponibile per una famiglia, uno studente o una persona che arriva in città per lavorare. In un mercato dove le case a prezzi accessibili sono già poche, questa pressione aggrava il problema”. L’allarme era stato rilanciato in questi giorni dal Sunia dopo l’apertura della Casa dello Studente nell’ex Palazzo del Ghiaccio: “Un intervento positivo, che però da solo non basta. Il sindacato segnala che ci sono circa 1.700 alloggi sfitti alla Spezia, mentre 1.700 famiglie aspettano una casa popolare. Chiede di recuperare gli immobili inutilizzati, aumentare gli alloggi pubblici e sociali e aprire un tavolo permanente sull’emergenza abitativa. Anche la Cisl avverte che insegnanti e personale scolastico arrivati da fuori faticano a trovare una sistemazione e possono perfino rinunciare all’incarico. Da mesi, come gruppo del Partito Democratico in consiglio regionale, chiediamo al presidente Bucci di fare la sua parte: inserire nella normativa regionale uno strumento che permetta ai Comuni di governare le locazioni brevi nelle zone dove la pressione turistica sottrae case alla residenza stabile. La Giunta regionale non può più rimandare. E il Comune della Spezia, guidato dalla destra, non può continuare a ignorare il problema mentre tante persone cercano invano una casa a un prezzo sostenibile. Il turismo è una risorsa quando produce lavoro dignitoso e benessere diffuso. Non può diventare la ragione per cui una città espelle chi ha redditi più bassi. È questo il cambio di passo di cui la Liguria ha bisogno”.
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