
I conti del 2025: perdita di 157,8 milioni e patrimonio netto a -376,5 milioni
L’assemblea ordinaria ha approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025, dal quale emerge una perdita di esercizio pari a 157,8 milioni di euro, deliberando di rinviarla integralmente a nuovo. Presentato anche il bilancio consolidato di gruppo, che registra ricavi per 295,1 milioni di euro, un Ebitda negativo di 99,2 milioni e un risultato netto di gruppo pari a -170,9 milioni di euro. Dalla rendicontazione emerge un patrimonio netto negativo pari a 376,5 milioni di euro. L’azienda ha ricordato la sospensione delle tutele sul capitale sociale (artt. 2446 e 2447 c.c.) a seguito del ricorso prenotativo ex art. 44 del Codice della crisi d’impresa (Ccii) depositato a luglio. Sui conti pesa la dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio sia da parte della società di revisione Bdo Audit Services Srl sia da parte del Collegio sindacale uscente, a causa delle significative incertezze sulla continuità aziendale. L’assemblea ha inoltre preso atto delle dimissioni di Bdo, il cui incarico temporaneo proseguirà ad interim per un massimo di sei mesi in attesa di conferire il mandato a un nuovo revisore.
Rinnovato il cda: Schiavone presidente, Costantino resta consigliere
L’assemblea ha determinato in cinque i componenti del nuovo Consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028. Sulla base dell’unica lista presentata dall’azionista di maggioranza Gc Holding Spa (titolare del 53,604% del capitale), sono stati eletti: Giovanni Costantino (fondatore dell’azienda); Saverio Schiavone (nominato presidente del cda);
Sabrina Bruno (amministratore indipendente); Massimo Mallegni (amministratore indipendente); Gabriella Covino. Rinnovato anche il collegio sindacale per i prossimi tre esercizi: Gian Luca Ancarani assume la carica di presidente, con Cristina Chiantia e Massimo Invernizzi nominati sindaci effettivi (Marco Baggetti e Sofia Rampolla sindaci supplenti).
Parte straordinaria: delega ad aumento di capitale da 140 milioni e strumenti finanziari fino a 150 milioni
In sede straordinaria, l’assemblea ha approvato le leve finanziarie necessarie a dare esecuzione al piano di ristrutturazione e a favorire l’ingresso di nuovi investitori nell’ambito della gara d’asta in corso (con scadenze per le offerte vincolanti fissate al 19 ottobre): aumento di capitale sociale: attribuita al cda la delega ad aumentare il capitale a pagamento, in una o più volte ed entro cinque anni, per un importo massimo di 140 milioni di euro (comprensivo di eventuale sovrapprezzo), anche con la facoltà di escludere o limitare il diritto di opzione o mediante conversione di crediti; strumenti finanziari partecipativi (Sfp): concesso al cda il potere di emettere strumenti finanziari partecipativi non costituenti capitale sociale fino a un controvalore massimo di 150 milioni di euro. Entrambe le misure forniscono alla gestione commissariale e agli advisor la flessibilità tecnica per strutturare l’accordo di ristrutturazione con i creditori e favorire l’ingresso di un nuovo partner industriale o finanziario.