Economia

Arcola, Confindustria contro l’imposta di scopo per la nuova rotatoria: “Non può gravare solo sulle imprese”

Arcola, Confindustria contro l’imposta di scopo per la nuova rotatoria: “Non può gravare solo sulle imprese”

Alessandro Laghezza a Risorsa Mare

La Confindustria spezzina esprime la propria contrarietà rispetto alla scelta del Comune di Arcola di ricorrere all’imposta di scopo per finanziare la nuova rotatoria all’incrocio tra Viale Amendola e Via XXV Aprile, nell’area del Piano di Arcola, ponendo il relativo onere a carico dei proprietari e dei titolari di diritti reali sugli immobili in categoria catastale D ricadenti nell’area compresa tra la rete ferroviaria e il fiume Magra. L’intervento, del valore complessivo di 270.000 euro, è finalizzato a migliorare il deflusso veicolare e la sicurezza del tratto stradale. Il Comune ha previsto un mutuo decennale presso Cassa Depositi e Prestiti, la cui rata di ammortamento sarà coperta dal gettito dell’imposta di scopo, stimato in 27.000 euro annui.

Gli industriali non mettono in discussione l’utilità dell’opera, ma ritengono che un’infrastruttura destinata alla viabilità pubblica e utilizzata dalla generalità degli utenti non possa essere finanziata facendo ricadere il relativo onere esclusivamente sulle imprese di una determinata area. Interventi di questa natura devono trovare copertura nell’ambito di una corretta programmazione territoriale e finanziaria degli Enti pubblici. Le aziende contribuiscono già in misura significativa al finanziamento del sistema pubblico attraverso imposte sui redditi d’impresa, Irap nei casi previsti, Imu sugli immobili produttivi, Tari e gli altri tributi e oneri connessi all’attività, oltre ai contributi previdenziali e assicurativi. A ciò si aggiunge il ruolo economico e sociale delle imprese, che creano occupazione, generano reddito e investimenti e contribuiscono alla competitività del territorio. “Le nostre imprese hanno tutto l’interesse a poter contare su infrastrutture moderne, sicure ed efficienti – dichiara il presidente di Confindustria Alessandro Laghezza – Ciò che non possiamo condividere è che un’opera pubblica, destinata alla collettività e utilizzata da cittadini e attività economiche, venga finanziata attraverso un’imposta che grava su una platea circoscritta di imprese. Le aziende contribuiscono già, attraverso le imposte che versano, l’occupazione e la ricchezza che generano, allo sviluppo del territorio. Il costo di un’infrastruttura pubblica deve quindi trovare copertura nell’ambito della programmazione e delle capacità finanziarie degli Enti competenti, tanto più se, come in questo caso, il gettito dell’imposta di scopo, stimato in 27.000 euro annui, è destinato alla copertura della rata di ammortamento del mutuo decennale contratto dal Comune per finanziare l’opera”.

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