Economia

La guerra in Iran pesa su imprese e cittadini: tra rincari ed energia pagherà di più chi è solo

La guerra in Iran pesa su imprese e cittadini: tra rincari ed energia pagherà di più chi è solo

Via Prione, il centro città, i negozi e i passanti

Dall’inizio del conflitto in Iran, la spesa per l’energia continua a gravare pesantemente su famiglie e imprese: una stima, che sembra più una scure, si abbatte anche sui liguri e gli spezzini. Se da un lato l’aggiornamento di Cna al 30 settembre stima un maggiore esborso complessivo di circa 16,5 miliardi di euro rispetto ai prezzi medi di febbraio, dall’altro le stime del Codacons, diffuse dall’Ansa, calcolano gli aumenti diretti sul bilancio annuo sia in base alla composizione del nucleo familiare sia in base alla condizione lavorativa.

Nel dettaglio dell’analisi di Cna, quasi la metà dell’aggravio complessivo deriva dai carburanti, con un maggiore costo di benzina e gasolio stimato tra 7,4 e 7,6 miliardi di euro. Seguono l’energia elettrica, con 5,8-6 miliardi, e il gas direttamente consumato da famiglie e imprese, con 3-3,3 miliardi. Il solo mese di settembre ha prodotto un conto aggiuntivo compreso tra 4,6 e 5,2 miliardi di euro, circa un terzo dell’intero aggravio accumulato da inizio marzo. A spingere il conto sono stati soprattutto i carburanti: la benzina ha raggiunto a settembre i valori più elevati dal marzo 2022, mentre il gasolio ha superato il precedente picco della crisi energetica di quattro anni fa, stabilendo un nuovo massimo storico nominale nella serie settimanale disponibile dal 1996. I valori raggiunti incidono sui costi delle imprese, in particolare per le attività che utilizzano quotidianamente veicoli da lavoro. Sul mercato elettrico, il Pun Index Gme medio di settembre si colloca in via provvisoria intorno a 208 euro per megawattora, contro i 114,41 euro di febbraio (+82%).

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