Tesser: “Non dobbiamo andare sotto, altrimenti diventa tutto più complicato”

Tesser: “Non dobbiamo andare sotto, altrimenti diventa tutto più complicato”

Attilio Tesser

Per uno Spezia giovane ed ambizioso, una Reggiana esperta, costruita per l’immediato ritorno in serie B. Da una parte la freschezza del progetto tecnico di Marco Turati, dall’altra la sagacia e la sapienza trentennale di un allenatore come Attilio Tesser, capace di vincere campionati di serie C ma anche di cadetteria, alla guida di una miriade di squadre già dagli anni ’90. Regia e Spezia si ritroveranno davanti nel catino del Mapei con ottomila persone sugli spalti ma senza l’apporto del tifo ospiti, limitato ad una cinquantina di fedelissimi che raggiungeranno la città del tricolore dalle diverse località di residenza, pur che non siano all’interno dei confini provinciali.

Ieri ha parlato Turati, oggi è toccato a Tesser che ha lodato l’inizio di campionato degli avversari riconoscendo un meritato ruolino di marcia: “Hanno vinto partite meritatamente proponendo un calcio brillante. Partita già difficile di suo ma lo stimolo dobbiamo averlo con tutte le squadre”. Una Reggiana che arriva con qualche problema di troppo al capitolo infortunati: “Ci sono giocatori importanti, pesanti che non abbiamo mai avuto da Castagnetti ad Henry – ammette Tesser -. Ponsi spero di averlo la prossima settimana. Johnson invece per una sciocchezza non ci sarà neanche lui. E Tripaldelli non si è mai allenato”. Come si batte lo Spezia e cosa preoccupa di più della squadra bianca, chiedono in conferenza stampa i colleghi emiliani: “Spero che riusciamo a fare la partita che abbiamo preparato facendo emergere le nostre qualità. La preoccupazione è quella di trovare una squadra forte: sei vittorie e un pareggio rappresentano un percorso veramente importante”. Tesser spera soprattutto che la squadra abbia assorbito la delusione di Perugia ma la testa non può che andare all’avversario, una squadra che spinge tanto e che, in non possesso, viene a prenderti alto: “Serve un mix di atteggiamento, perché in questi casi non funziona mai una sola soluzione. Loro sono veramente una squadra che pressa alto, gioca a tutto campo, fa una pressione incredibile, sta molto corta e ti dà tanto spazio alle spalle. In tutta onestà bisogna fare i complimenti a Turati per come sono stati preparati e per come stanno giocando in questa prima parte di stagione. Dobbiamo riuscire a fare la partita che abbiamo preparato. Poi devono uscire le nostre qualità, perché anche noi abbiamo le nostre qualità e il nostro modo di tenere il campo. Possiamo esprimerci al meglio. Quando ci esprimiamo al massimo, o vicino al massimo delle nostre possibilità, poi vediamo il risultato. È importante non andare sotto, perché altrimenti diventa tutto più complicato”.

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